Storia di Amatrice

Lapide di Alessandro Maria Orsini presso la chiesa dell’ospedale.
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Giulio Aniballi  07/02/2016 IL TRONTO al NORD !!! Si,eravamo al Nord del Regno delle due Sicilie. Quasi un’emozione quando l’estate passata, in un caldissimo giorno di agosto, a Bovalino Marina, tra i tantissimi libri conservati a casa trovai: il volume “STORIA DEL REAME DI NAPOLI”dal 1734 sino al 1825. E’ un’importante libro dello storico Pietro Colletta, rappresenta la sua opera più importante, fu pubblicata postuma da Gino Capponi nel 1834. Narra le vicende del Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1825 sotto i regni di Carlo e Ferdinando IV di Borbone. Incuriosito, incuriosito dall’argomento, noto che inizia così: Il fiume Tronto….. E’ la descrizione geografica del Regno delle due Sicilie, tanta fu l’emozione che in un pomeriggio lessi quasi l’intero libro. In quel tempo Amatrice era parte integrante del Regno di Napoli diventato poi, dal 1815, Regno delle Due Sicilie. Era alle dipendenze dirette dei Borbone di Napoli ed amministrativamente compresa nella provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore con capoluogo L’Aquila, un’importante postazione al nord del regno delle due Sicilie , con tutti i vantaggi e disavventure di una terra di confine……

 

Gabriella Gina Salvi Mi meraviglia un pò,che non sappiate la storia di dove siete nati.Don Aquilini ha pubblicato un libro pochi anni fa e ci sono altri autori che ne parlano. Quanto a casa mia se ne parlava. Avevamo avuto un avo venuto in Amatrice dalla Toscana, come notaio , nei primi del settecento.Noi terra di confine martoriata, contesa tra Angioini e Borboni, chiamati a seconda dei potenti di turno, Papa o Re,Noi chiamati regnicoli, Alla serra, papalini.Alla fine fu distrutta da Carlo Quinto che la rase la suolo.Fu data in feudo ai Vitelli,poi per mancanza di eredi la figlia sposò un Orsini e il feudo andò a lui, poi per la mancanza di eredi ,tornò al regno.Questa storia relativamente antica, ci vorrebbe un tomo e uno storico di professione.Nelle visite che il RE soleva fare ad Amatrice, Il popolo acclamava e faceva le proprie rimostranze aS.M.Un anneddoto raccontato dal bis nonno di mia madre, che era segretario comunale. ( il popolo gridava, sale, sale, e pagnotte grosse, era stata messa una forte tassa sul sale) Il Re rispondeva piano, (Le pagnotte grosse, fatevele in casa,però abbassò la tassa.)Leggete il libro del nostro intellettuale Don aquilini.

 

 

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