“Lu fregonu”, il vino dei fiumi

ll “vino dei fiumi”: “lu frego” o “lu fregonu” o “la fregonella” o “la fregoncella”

Andrea Blasetti 31 gennaio alle ore 19:25 Chi si ricorda di un vino bianco , delle vigne di Amatrice , detto Fregonella , venduto anche al casale Bucci ?
Sandro Classetti Buono con la gazzosa (con la pallina) ero piccolo
Adriana D’Alessio Nonno li chiamava Lu Fregonu, lo vendevano ad Aringo
Daniela D’Alessio Io mi ricordo lu fregone dell’aringo un vino torbido
Biancamaria Classetti Sì chiamava lu Fregone poi si arrotondata come piaceva ….veniva dalle vigne lungo il fiume Tronto e Chiarino. ….da noi era Crisciano il maggior produttore e per berlo ci accostati belle mangiate con panonte. .salsicce e crespelle ed era molto frizzante ed aspro sicuramente aggiungevano dei chicchi di grano per renderlo più frizz. ….ce ne erano molti estimatori di questo e serviva a riunire la gente durante gli inverni e durante il carnevale…..non avevano la TV .e computer e sapevano viver semplice
Maria Rita BelliniMaria Rita Bellini Ricordo la fregoncella mia madre ne andava pazza….vino di fiume

 

Giulio Aniballi Sei di amatrice se:
16 febbraio 2015   Argomento già trattato a luglio 2015

Un regalo a Francesco D’Angelo. Ecco una foto di fine 800 delle vigne di Grisciano. Ripubblico con l’occasione due righe su Roncacè e sul famoso vino dei Fiumi.
Roncacè ed il vino dei fiumi :“il vino dei fiumi”, oppure denominato in gergo marchigiano,“Lu Frego”,giovane. E’un vino bianco frizzantino, leggermente acidulo, che ben si accompagna con le castagne arroste. Gli osti di Amatrice, avevano a Grisciano, ognuno il proprio fornitore, uno di quelli era un certo Piciacchia. Gli ultimi osti che ricordo venderlo, sono Lorenzo di Roncacè sul corso quasi di fronte alla cassa Rurale e Lu Bocciu a via Roma dietro alla torre comunale. Il vino per la bassa gradazione aveva breve durata, a giugno aveva già bisogno di particolari cure. Lorenzo diceva che gli dava un po’ di conserva, consisteva in una piccola aggiunta di mosto cotto dello stesso vino, conferendogli così un colore ambrato ed una consistenza alcolica che gli permetteva di arrivare alla prossima vendemmia. Quello che non si finiva, diventava un ottimo aceto per condire la famosa “mesticanza” (un misto d’insalate fresche con rucola e ravanelli) che Lorenzo stesso, ed ancor prima il padre Giovacchino, produceva in un grande orto in Via della Modonnella, dietro alla casa Sanguigni. Là vendeva come primizia estiva, esponendola su delle panche fuori del negozio insieme alla fave fresche. Nel retro bottega, corrispondente alla parallela del corso, davanti alla chiesa della Concezione, aveva un piccolo campo di bocce coperto da una vite, tipo quello che ricordo a Capricchia nell’alimentari e osteria di Puglia. Gli sfidanti competevano per una bevuta di vino e gassosa da gustare alla salute del perdente.
Risposta:
Francesco D’Angelo Caro Giulio, grazie. Penso che senza il progresso reso possibile da internet tutto quello che stiamo facendo sarebbe rimasto sepolto sotto la cenere del tempo. E cosa può invogliare di più a visitare le nostre zone se non l’amore e la nostalgia dei suoi abitanti? La mia vigna si trova nelle terre ereditate da mio nonno materno…. prima di Grisciano, proprio sotto ad Accumoli. Mio nonno paterno Ettore, aveva avuto in eredità un grande vigneto sulla collina sopra l’attuale stadio di Ascoli, ma purtoppo a me non è mai arrivato…. E’ l’unica cosa che avrei voluto ricevere in eredità… Pazienza….

foto di Giulio Aniballi.

Francesco D’Angelo Giulio sei sempre molto caro, purtroppo la mia vigna è stata devastata dai cinghiali

foto di Francesco D'Angelo.
Giulio AniballiGiulio Aniballi Caro Francesco la cosa mi rammarica! Ricorda però quel film americano del quale non ricordo il nome, dove da un vitigno salvato rimisero su un bellissima e rigogliosa vigna. Forza e tanti auguri!!
Gina Dezio Da Piciacchia più di venti anni fa , mio marito Nibi, prese delle talee di pecorino …… e le piantammo nella nostra azienda …all’epoca il pecorino non aveva nessuna rilevanza come vitigno …
Pietro Muzi mi ricordo di una piccola vignetta che aveva mio nonno ne era orgoglioso produceva 300 litri di buon vino le era sufficiente per l’anno intero beveva solo lui poi si è seccata come tutte le altre vigne del paese e non le hanno più piantate era nei pressi di colle moresco in quel periodo sparirono tutte le piccole vigne della zona ma sono bei ricordi.
lu fregone

Giulio Aniballi Giulio Aniballi A Grisciano ancora c’è chi lo produce!

Gabriella Gina Salvi I miei l”avevano a Tino, poi sono rimaste a i mezzadri, come già dissi a Villa ce n”erano molte sulle balze trontee e su quelle del Bagno di Cecca (uagnacecca) fossi riuniti sotto la Rocca, erano tutti a terrazza. ora la natura si è ripreso tutto.Roncacè era solito portare l”acqua all”orto, con una grossa botte rotolandola,verso sera. Che dite Di Uccittu, che aveva l”orto dove ora e l”albergo Conca? Quanti personaggi scomparsi,ma sono ricordati nei vari libri insieme a tanti poeti.