Er roffiano onorato del Belli

Si tratta di un sonetto molto interessante. In esso si parla di una donna “amatriciana” di una certa bellezza concessa a un signorotto (“monsù”). In questo sonetto il riferimento ad Amatrice (Matriscia) è chiaro, anche se, a dire il vero, sembra più un espediente tecnico per trovare una rima per “cciscia” che per altro. A ogni modo, anche questo è un documento attinente e quindi lo memorizziamo. Certo è che nel 1832, quando viene scritta questa poesia, la comunità degli amatriciani (“matriciani” in romanesco) si è bella consolidata. Lo dimostra il “vicolo dei matriciani” contiguo a piazza Navona e la contigua piazza (piazza dei “Matriciani” oggi piazza Lancellotti). Ma chi erano i “matriciani”? Perlopiù osti, trattori e venditori di prodotti locali nel mercatino del vicolo dei “matriciani”. E’ del 1860, invece, il primo storico ristorante amatriciano documentato. Il ristorante “Il Passetto” di Luigi Sagnotti.

sonetto del belli su amatrice