“Lu campanone”

torre1   campana2   campana1

Dopo 500 anni di vita, la campana della torre civica si lesionò nel 1936, in concomitanza dei festeggiamenti per la conquista di Addis Abeba e la nascita dell’Impero. Per cinquant’anno fu suonata a ” ‘n toccu “. Poi fu tentato il restauro aprendo la venatura che la attraversava ma la lega risultò così particolare che non fu possibile risaldarla.

Altre notizie tratte dal gruppo Facebook “Sei di Amatrice se”:

3 giugno 2015 primo post. poi successivi interventi.

i commenti

Alessio Serafini Quando il regime fascista la voleva fondere per lo sforzo bellico italiano e aveva incaricato una ditta per la rimozione , nonostante le prefetture avevano inoltrato ai rispettivi podestà di segnalare i bronzi che avevano valenza storica artistica: e purtroppo aggiungo la nostra campana non era in lista , ma fortunatamente si salvo perché ne risultò difficile il recupero dalla cella campanaria.

che la campana era danneggiata lo si apprende da una notizia d archivio storico di amatrice dove già nel 1810 si attestava che la campana andava male gia da circa 28 anni prima quindi 1782 , il pericolo più grande la campana lo visse dal 1940 quando il prefetto di rieti in data 19 agosto ordinava al comune di censire tutti i suoi bronzi tra le quali il campanone altresi chiedeva di specificare se questi bronzi avessero natura artistica e valore storico , purtroppo non fu specificato dal nostro comune la natura storica infatti il rapporto dell allora comune limitava il campanone:
1 funzioni di scandire l ora
2 funzioni in caso di incendio
3 funzioni di chiamata a raccolta
4 festeggiamenti
Tralasciando la nota artistica e storica , il 28 luglio del 1941 l endirot ( ente nazionale rottami ) intimava al comune di amatrice la consegna della campana per la fusione , altra lettera 1 marzo del 1942 da parte dell endirot ammoniva il comune della non ottemperanza , rispondeva il podestà il 29 marzo che il comune non aveva operai specializzati nel rimuovere il campanone inoltre era difficile calare la campana dalla cella campanaria perché non vi era un passaggio all interno della torre , l endirot e la prefettura decidono quindi di mandare operai specializzati , ma poi non si ha più corrispondenza ufficiale , evidentemente e fortunatamente , ebbero problemi di natura tecnica nel rimuovere il campanone. Più tardi sempre il comune di amatrice, nel 1955 decide di rifondere la vecchia campana , questa volta a salvarla fu lo storico Ascolano don Luigi Celani cit ” pertanto sarebbe una grande menomazione al patrimonio artistico di amatrice e un eventuale fusione dovrebbe essere autorizzata dall intendenza dei monumenti ” e contestualmente ne suggerisce la riparazione , a questo punto si arriva al 1985 si porta la campana a terra e si procede alle riparazioni delle crepe esterne e Interne più una crepa a livello basale , la societa incaricata e la A.E.I di Pozzuolo Martesana , ma qui l intervento che la deturpera come poi dichierera la ditta stessa ” sebbene non si sia mai verificato un incidente di questa portata, i danni presenti sono da imputarsi al cattivo stato delle crepe interne e all impossibilità di visionare le crepe interne ” nel marzo del 1985 vista l impossibilità di riparare la campana fu portata nella chiesa di santa maria della porta , venne quindi commissionata una nuova campana stesso peso e dimensione della vecchia per essere precisi la composizione della nuova ( 73% di rame 23,25% stagno 1,20% piombo 0,40 zinco ) con apposto lo stemma civico a opera del maestro scultore reatino Morsani ( lo stesso del monumento dei caduti in piazza Serva). 

Ecco l’inventario delle campane facenti parte degli edifici di culto ricadenti nei comuni di Amatrice ed Accumoli redatto dalla Diocesi di Ascoli Piceno su modulistica del Segretariato di Stato per le Costruziomi di Guerra, elenca la quantità delle campane la stima dei pesi e il quantitativo da rimuovere per l’Ente Distrubuzione Rottami. Per sostenere lo sforzo bellico Il rapporto tra l’esistente e il peso da rimuovere oscillava fra la metà e i 2/3.

foto di Antonio Campesi.
foto di Antonio Campesi.
foto di Antonio Campesi.
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